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Nessuno è mai riuscito a essere all'altezza del suo sogno di perfezione, per questo il mio giudizio si basa sul nostro splendido fallimento nella creazione dell'impossibile. Sono convinto che se potessi scrivere di nuovo le mie opere riuscirei a migliorarle, e questo, per un artista, è in assoluto la situazione più positiva. Ecco perché l'artista non smette di lavorare, provare e riprovare; ogni volta crede che sarà quella buona, che ce la farà. È ovvio che non ce la farà, ed è per questo che la situazione è positiva. Se ce la facesse, se riuscisse davvero a portare l'opera all'altezza dell'immagine, del sogno, non gli resterebbe altro che tagliarsi la gola, buttarsi giù da quel pinnacolo di perfezione, verso il suicidio.
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L'artista è una creatura guidata dai demoni. Non sa perché questi scelgano proprio lui, e di solito è troppo occupato per chiederselo. È completamente amorale, per cui non esiterà a rapinare, prendere in prestito, elemosinare o rubare da tutto e da tutti, pur di portare a termine la sua opera. [...] Se uno scrittore deve rapinare sua madre, non esiterà a farlo: Sopra un'urna greca vale un numero infinito di vecchie signore.
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L'arte di qualità può venire fuori anche da ladri, distillatori clandestini o stallieri. La gente ha davvero paura di scoprire fino a che punto è in grado di sopportare privazioni e povertà. Hanno paura di scoprire quanto siano tenaci. Non c'è nulla che possa distruggere un bravo scrittore. L'unica cosa in grado di cambiare un bravo scrittore è la morte.
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Non ho il tempo per chiedermi chi siano i miei lettori. Non mi interessa il parere di Mario Rossi sulla mia opera, né su quella di altri. Il mio lavoro ha uno standard qualitativo soddisfacente, cioè mi fa sentire come quando leggo La tentation de Saint Antoine o il Vecchio Testamento. Sto bene, quando leggo quelle opere. Così come sto bene quando guardo un uccello [e] se dovessi rinascere, mi piacerebbe essere una poiana. Nessuno odia una poiana, nessuno la invidia o la desidera o ne ha bisogno. E una poiana non ha mai fastidi né corre pericoli, e può mangiare di tutto.
Di temperamento sono un vagabondo, un barbone. Non desidero così tanto il denaro al punto di impegnarmi per guadagnarlo. Secondo me è un peccato che al mondo ci sia così tanto lavoro. Una delle cose più tristi è che la sola cosa che un uomo può fare per otto ore al giorno, giorno dopo giorno, è lavorare. Non puoi mangiare otto ore al giorno, né bere otto ore al giorno, né fare l'amore - l'unica cosa che puoi fare per otto ore al giorno è lavorare. Che è poi il motivo per cui l'uomo rende se stesso e gli altri così miseri e infelici.
L'obiettivo di ogni artista è di arrestare il movimento, cioè la vita, con mezzi artificiali, e tenerlo fermo di modo che un centinaio di anni più tardi, quando un estraneo gli rivolgerà lo sguardo, tutto si muoverà nuovamente, perché è vita. E dal momento che l'uomo è un essere mortale, per lui la sola possibile immortalità è lasciare ai posteri qualcosa che sia eterno perché in continuo movimento. È questo il modo con cui l'artista scarabocchia "C'ero anch'io" sul muro dell'oblio finale e irrevocabile attraverso il quale un giorno o l'altro dovrà passare.
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Mi piace pensare al mondo che ho creato come a una sorta di perno dell'universo; è piccolo, quel perno, ma se lo portassero via l'universo stesso crollerebbe.
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[da: Intervista con William Faulkner, ed. minimum fax]
categoria:scrivere, humour, faulkner
































